Le luci della centrale elettrica,piacevole scoperta
Un apatico venerdì pomeriggio, quando l’università è più vuota e desolata di un campo di girasoli d’inverno
mentre navighi alla ricerca di qualcosa di interessante o che almeno riesca a catturare la tua attenzione, senti una voce graffiante, piena di rancore, che canta con la forza della disperazione.
E’ la voce turbata, arrabbiata, malata di Vasco Brondi che si propone come cantore di una civiltà post-industriale che si snoda nei paesaggi urbani, tutti piatti e sempre uguali. Quelle zone che nella nostra mente sono sempre avvolte in una nebbia fitta e grigia, del fumo delle industrie, dello stesso colore dei pensieri della gente che le popola.
Uno sfondo angosciante, apatico in cui si intercciano storie che grondano tensione e rabbia. Storie di chi cerca un modo di sporavvivere pur essendo consapevole, già a priori ,che sarà uno sforzo inutile e insensato. E allora si decide ad andare fuori città, fra gli scheletri e i fumi delle industrie, a guardare Le luci della centrale elettrica (nome eloquente che Brondi ha dato al suo progetto).Unica fonte di luce, assieme all’insegna della Coop, che illuminano un paesaggio tanto oscuro e monotono da sembrare irreale.
La voce del cantante che a tratti urla, a tratti bisbiglia, descrizioni di quel mondo che lo circonda. Ce lo presenta con estrema freddezza, con la precisione di qualcosa che purtroppo conosce troppo bene. E che pian piano lo distrugge dentro. Questo ragazzo, così giovane e tormentato ma allo stesso tempo così disilluso che ci trasporta nella sua dimensione, nel suo contesto. Che in fondo è comune a tutte le città medio-grandi italiane e che ognuno di noi, almeno una volta, ha vissuto, immaginato, ricercato o odiato.
Ho trovato molto interessanti i pensieri scritti da Brondi nel suo blog. Vi consiglio di darci un’occhiata.
Aprile 4, 2008 a 6:54 pm
Beh, però Clod devi essere sincera. Sicoome ero di fianco a te quando hai fatto questa scoperta, puoi anche dire che tra le canzoni che abbiamo ascoltato, una non meritava così tanto. Per il resto: nulla da dire! Anzi, nella parte del post in cui dici “Unica fonte di luce, apparte le insegne della Coop,…”, mi è venuta subito in mente Pesaro. Queste città medio-grandi sono tutte molto simili in alcuni punti. Comunque è bello vedere un ragazzo così giovane che fa così tante cose!
Aprile 4, 2008 a 9:06 pm
@palins Hai ragione cara, forse dovevo citare la canzone che in realtà non mi ha fatta impazzire (la gigantesca scritta coop)però le altre che ho ascoltato mi sono piaciute davvero!(piromani di muore, fare il cameriere) E poi è vero, è incoraggiante vedere come un ragazzo della nostra età sia in grado di esprimere emozioni in maniera così completa!